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Più di 3 milioni persone usano le crypto-currencies

Accorciando il divario tra sistemi finanziari e sistemi informatici, le criptomonete sono pronte a guadagnare terreno nei mercati di oggi. Questi sistemi peer-to-peer utilizzano la tecnologia blockchain per condurre e verificare le transazioni (per saperne di più dai un’occhiata al nostro editoriale Alla scoperta del Bitcoin, Parte 1 – Cosa è il bitcoin).

Poiché la rete è decentralizzata, non esiste alcuna autorità principale per valutare se le transazioni siano legittime o meno. Il creatore del Bitcoin, Satoshi Nakamoto, ha posto tutti i suoi sforzi attorno a questo importante, fondamentale, concetto.

Anche se sembra complicato, in teoria, chiunque con qualche tipo di computer può entrare nel mercato delle cripto-monete.

3 millioni di utenti in costante crescita

Un recente report rilasciato dal “Cambridge Centre for Alternative Finance” mostra che le cripto-monete hanno un livello di accettazione più ampio rispetto a quanto stimato inizialmente. Si stima infatti che più di 3 milioni di persone eseguono attivamente attività di mining sulla cripto-moneta, accumulando e conservandone del valore. Questo pone la ricerca in disaccordo con le precedenti stime, le quali avevano fissato il numero a circa 1 milione.

Per arrivare a tale conclusione, l’ente ha analizzato i dati raccolti da circa il 75% dell’industria crittografica – ossia più di 100 aziende in 38 paesi.

Questo studio è davvero un bell’affare perchè mette in evidenza la crescita senza precedenti delle cripto-monete. Il protocollo Bitcoin è stato pubblicato nel 2009 e ha goduto di un completo predominio del mercato per un bel po’ di tempo. Recentemente, è sceso al 72%, grazie all’introduzione di altre cripto-monete.

Anche il business è salito sul carro. È una buona cosa in quanto è la chiave di sopravvivenza a lungo termine del Bitcoin. Poiché sempre più aziende accettano i bitcoins come forma di pagamento, credenze e abitudini che circondano la valuta cambieranno a breve. La gente lo vedrà meno come investimento e più come quello che è veramente: denaro.

L’accresciuta accettazione sul mercato è anche un segno positivo anche per chi non vuole solamente speculare sul valore della moneta. Sebbene nel 2014 il processo di adozione fosse ancora in fase iniziale, molti enti no-profit stanno vedendo solo adesso i vantaggi del Bitcoin rispetto ai contanti, oltre a fornire un flusso di entrate e un valore aggiuntivo.

Per prima cosa, le commissioni di pagamento e deposito sono molto inferiori a quelle delle transazioni con carta di credito. Inoltre, alcuni pay-processor di terze parti offrono perfino conversioni di valuta gratuite. Ciò semplifica notevolmente le donazioni provenienti da Paesi d’oltreoceano.

Forse, la cosa più sorprendente è che non ci sono obblighi di dichiarazione fiscale, in quanto l’IRS classifica i bitcoins come proprietà per fini fiscali. Così, nel mondo non profit, i bitcoins sono regali che non gravano in alcun modo sulle finanze degli enti.

Cosa ci riserva il futuro

Poiché il numero di utenti è in rapida e costante crescita, il sistema deve cambiare per adattarsi. Uno dei temi più caldi del 2017 è sicuramente quello della Privacy.
Attualmente, con le informazioni giuste, è abbastanza semplice collegare un indirizzo Bitcoin al suo proprietario.

Possiamo anche vedere l’avvento di corsi di studi incentrate sul mondo dell’ingegneria monetaria delle cripto-monete, come quelle sviluppate dall’Università dell’Ohio. I collegi potranno addirittura iniziare ad accettare pagamenti in cripto-valuta per le tasse di mantenimento.

Nel complesso, il futuro dei crittografi sembra brillante. Con più di 3 milioni di utenti attivi, le imprese di tante nazioni possono presto utilizzarli attivamente e passivamente come metodi di pagamento. Gli enti no-profit avranno maggiore flessibilità con le donazioni e gli studenti avranno più opzioni per pagare il college.

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